Tre mi sembrano gli elementi che reggono le sue invenzioni: la vastità di quel foglio giallino, una carta da scenografia incollata a una tavola, sulla quale stanno gli altri due componenti: il disegno propriamente detto, fatto con tutte le scale morbidissime o dure delle matite, un po’ di quello spray usato per riverniciare le automobili, tracce di pastelli a olio e il colore bianco da muro, quello stesso che gli imbianchini danno alle pareti.
Giorgio Soavi

















